Report We are Social 2025

we are Social 2025

Cosa ci dicono i numeri e perché nel B2B non possiamo ignorarli

Ogni anno We Are Social pubblica il suo report.
Ogni anno qualcuno chiede: “ok, ma cosa cambia davvero?”.

La risposta è semplice: cambia più di quanto pensiamo.
Soprattutto se lavori nel B2B e continui a considerare i social come roba da consumer.

Questo articolo nasce da un report pieno di numeri.

I numeri da soli non servono a molto ma…

leggerli e capire cosa c’entrano col B2B.

Quindi, vediamo cosa succede in Italia nel 2025.
Senza tecnicismi. Promesso.

Internet in Italia: non è una novità, è un’abitudine

internet_in_italia_nel_2025

In Italia il 90% della popolazione usa Internet.
Non ogni tanto. Tutti i giorni.

Il tempo medio online è di circa 5 ore e mezza al giorno.
Un po’ meno rispetto all’anno scorso, segno che Internet non è più una scoperta: è routine.

Tradotto in B2B?
I tuoi potenziali clienti sono online. Sempre.
Anche quelli che “preferiscono il telefono”.

Social Media: non è più uno solo (e questo cambia tutto)

Gli italiani non usano un solo social.
Ne usano in media 6 al mese.

Questo significa una cosa molto semplice:
non esiste “il social giusto” in assoluto.
Esiste il mix giusto per il tuo pubblico.

Quali sono le piattaforme più usate?

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Ma andiamo nel dettaglio e guardiamo i punti di forza dei più interessanti nel B2B.

WhatsApp: il canale più sottovalutato del B2B

Partiamo dal più usato.
WhatsApp è utilizzato dal 90% degli utenti italiani.

Non è una novità, ma è un promemoria utile:
è lo strumento più trasversale che esista.

Nel B2B non serve inventarsi nulla.
Serve usarlo bene: messaggi chiari, tempi rapidi, relazioni reali.
Perché anche nel B2B, spoiler, le persone parlano con le persone.

Facebook: meno entusiasmo, più solidità

Facebook non è “morto”.
È semplicemente entrato nella fase adulta.

In Italia lo usa ancora circa il 75% degli utenti.
Meno clamore, ma una base enorme.

Nel B2B funziona soprattutto per:

  • farsi trovare
  • rafforzare la credibilità del brand
  • lavorare in modo efficace con le sponsorizzate

Non è il posto per stupire.
È il posto per rassicurare.

Instagram: non per vendere, ma per raccontare

Instagram è usato dal 75% degli italiani.
Ed è una delle piattaforme più stabili.

Qui il punto non è vendere.
È raccontare bene.

Nel B2B Instagram funziona quando:

  • mostri come lavori
  • rendi visibile il dietro le quinte
  • semplifichi ciò che è complesso

Se pensi che il tuo settore “non sia instagrammabile”,
probabilmente non lo stai raccontando nel modo giusto.

TikTok: dove il tempo conta più del rumore

TikTok continua a crescere.
Lo usa circa il 44% degli utenti italiani.

Ma il dato davvero interessante è un altro:
è la piattaforma dove si passa più tempo in assoluto.

Nel B2B non è obbligatorio esserci.
Ma scartarlo a priori non è più una scelta strategica.

Soprattutto se parli a:

  • imprenditori giovani
  • nuove generazioni di decisori
  • startup e PMI innovative

Qui non vince chi urla.
Vince chi sa farsi capire.

LinkedIn: il centro del gioco nel B2B

Qui non ci sono sorprese.
LinkedIn in Italia conta 23 milioni di utenti.

Il dato chiave è questo:
la piattaforma è cresciuta del 15% in un solo anno.

È tanto. Ed è un segnale chiarissimo.

Oggi LinkedIn è:

  • contenuto
  • posizionamento
  • relazione
  • visibilità

Non solo curriculum.
Non solo venditori insistenti.
Se usato bene, è uno strumento potentissimo.

I social servono anche a informarsi (e a decidere)

Un dato da tenere bene a mente:
quasi 1 italiano su 3 usa i social per informarsi.

Non solo per svago.
E 1 persona su 4 scopre nuovi brand tramite annunci sponsorizzati.

Questo significa una cosa molto concreta:

  • i social non sono solo visibilità
  • entrano nel processo decisionale
  • contano anche nel B2B

Di seguito trovate la ricerca completa dalla quale ho estrapolato i dati.

Quindi, cosa dovrebbe fare un’azienda B2B?

Niente di complicato.
Ma nemmeno lasciato al caso.

  • essere presente dove ha senso, non ovunque
  • parlare chiaro, non “corporate”
  • usare i numeri per orientarsi, non per spaventarsi
  • smettere di considerare i social un extra

Nel 2025 lo abbiamo visto chiaramente, i social non sono un contorno. Sono parte della comunicazione.

Cosa ci portiamo a casa da questo articolo?

I social non sono il problema.
Il problema è usarli senza una direzione.

I numeri di We Are Social non dicono “devi fare tutto”.
Dicono: devi fare meglio.

Pianificare meglio.
Raccontare meglio.
Scegliere meglio.

Nel B2B, oggi più che mai, è questo che fa la differenza.

Se questi dati ti hanno chiarito le idee, il passo successivo è dare una direzione alla tua comunicazione.
Per farlo insieme: ➡️ info@mentabalena.it

In questo articolo troverai:

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